Mi presento

Mi chiamo Medici, Sandro Medici. Sono candidato alle elezioni europee nella Lista “Un’altra Europa con Tsipras”, e siccome sono romano e ho sempre vissuto a Roma, potrete trovarmi nella scheda della circoscrizione del centro Italia.

Lo scorso anno mi sono candidato a sindaco di Roma per la lista di Repubblica Romana, con la quale non abbiamo avuto il riscontro elettorale che speravamo. La gran parte degli elettori ha preferito votare Ignazio Marino, anche se sono in moltissimi oggi a essersene pentiti. Ciò nonostante, e senza un soldo per la campagna elettorale, ventottomila cittadine e cittadini hanno tracciato una croce sul mio nome. (leggi tutto)

 


È tornata una sinistra

di Sandro Medici

flag1Quattro zero tre. Ce lo ricorderemo, questo numero. Con sollievo, certo. Ma ancora più incolleriti per questo sbarramento elettorale ingiusto e bastardo, pensato e agito proprio per eliminare quelli come noi. Quelli che come noi sentono il bisogno di esprimere e praticare una politica altra, estranea alle liturgie di palazzo, insofferente alle appartenenze coatte, desiderosa di libertà e democrazia. Per la lista “L’altra Europa” era una soglia materiale ma anche psicologica. L’abbiamo superata per un sospiro, ma l’abbiamo superata. Avremo i nostri eletti nel parlamento europeo e, quel che più conta, abbiamo avviato un progetto molto più largo e ambizioso: riaprire una prospettiva di sinistra nel nostro paese, in un paese che l’ha intenzionalmente liquidata o forse solo smarrita. (leggi tutto)


Grazie a tutti voi

di Sandro Medici

votosCe l’abbiamo fatta. E così eccomi qui ad esprimere la mia riconoscenza a chi ha votato la lista “L’altra Europa per Tsipras”, una scelta che ci ha permesso di ottenere il risultato che speravamo. Un risultato sofferto, all’ultimo respiro, e per questo ancora più gradito. Vi ringrazio inoltre per il consenso che mi avete consegnato, per la fiducia e la stima che mi avete dimostrato, per il calore con cui mi avete accolto nelle decine di incontri cui ho partecipato durante la campagna. Con il vostro affettuoso sostegno, di voi tutti, di voi tutte, nonostante non sia stato alla fine eletto, ho potuto raccogliere 13.462 preferenze nella Circoscrizione del centro Italia, di cui ben 9.226 nella città di Roma, dove sono secondo soltanto alla nostra capolista Barbara Spinelli. (leggi tutto)


Siamo al dunque

di Sandro Medici

IMG_1141Siamo al dunque, domenica sera sapremo se la lista L’Altra Europa con Tsipras avrà superato la soglia del 4 per cento. Non dirò: vada come vada, è stato bello. Non lo dirò perché un risultato positivo provocherebbe una moltiplicazione di energie e di idee e di sicurezza di noi stessi. Però è stato bello. In queste settimane, da candidato nel collegio del centro Italia, ho girato come una centrifuga, dalla Toscana del nord alle Marche, dall’Umbria al Lazio meridionale, ovviamente a Roma. Decine di incontri, spesso due o tre al giorno. E dovunque ho trovato persone con la sguardo riacceso, donne e uomini che coltivavano speranze. La principale speranza? Che il nostro paese non si riduca alla foto di gruppo dei tre leader, quelli che si sono variamente esibiti da tutte le televisioni, riempiendo di sé ogni minimo e residuo spazio di dibattito pubblico. E che quell’altro nostro paese, l’Europa, non sia solo un pretesto per gare nazionali all’ultimo voto e soprattutto sia accogliente, giusto, democratico. (leggi tutto)


Flaminia Scarcia intervista
Sandro Medici per il settimanale
Le Cool.

Interview

Incontro tra le associazioni
del sociale e i candidati
della Lista Tsipras.
(leggi tutto)

CIPSI


PREFERISCO MEDICI

Alcune persone hanno voluto promuovere questo appello in favore di Sandro Medici candidato della lista L’Altra Europa con Tsipras.

ComesiVotaA pochi giorni dal voto europeo, per chi come noi conosce Sandro Medici, lo ha apprezzato per il suo impegno come giornalista indipendente, poi presidente di uno dei Municipi più grandi di Roma, ne ha constatato la determinazione e il coraggio quando, lo scorso anno, decise di candidarsi a sindaco della città, per chi lo stima perché ha scelto di candidarsi alle elezioni europee in una lista che i media hanno cancellato e i partiti osteggiano in tutti i modi possibili, ecco, noi vogliamo proporre un nostro punto di vista, quasi un decalogo, sulle ragioni per le quali “preferiamo Medici”. (leggi tutto)


La prima volta Tsipras

debateueIl confronto tra i candidati alla presidenza della Commissione europea, che si è svolto ieri nell’aula del parlamento di Strasburgo (visibile, per temi, nel sito di RaiNews) è stato, nel suo piccolo, un evento storico. Come ha fatto notare sul manifesto Marco Bascetta, era la prima volta che una potenziale sovranità europea si metteva in contraddizione con il potere degli Stati nazionali, i quali, come ha ricordato nei giorni scorsi Angela Merkel, detengono tuttora il potere di contraddire le scelte dei cittadini europei, cioè di non nominare presidente della Commissione chi, tra i candidati, avrà più voti. (leggi tutto)


L’ATAC in vendita a pezzi

10294279_782462298438986_187856498820300693_nLa notizia è che la RATP, la società (privata) che gestisce il metrò di Parigi, ha offerto 250 milioni di euro per la gestione ventennale della Roma-Lido, il famoso “trenino di Ostia”. L’assessorato della Regione, che ha la titolarità della linea, nega, ma tutti gli altri – sindacati, RATP Italia, ecc. – confermano. RATP investirebbe in infrastrutture e treni e deciderebbe frequenze e quantità dei treni. E ne ricaverebbe ovviamente un profitto. Non solo: l’acquisizione della Roma-Lido sarebbe il Treno di Troia, per così dire, per mettere le mani sul resto di Atac, ad esempio i bus, ma anche la nuova Metro C. Complicato sostenere che si tratta di una pessima notizia: l’Atac, l’azienda romana dei trasporti, è stata usata per decenni dai partiti come un bancomat e come un parcheggio per parenti e amici in cerca di uno stipendio.
Ancora non si è posata la polvere dell’inchiesta che scoprì come un vero e proprio direttorio segreto, cui partecipavano tutti i partiti, arrivò a far stampare biglietti clonati per incassare direttamente i soldi degli utenti. Così, si potrebbe dire, almeno i privati porteranno un po’ di razionalità e correttezza che il “pubblico”, cioè il comune, cioè i partiti, si sono ben guardati dall’applicare. Ma attenzione. (leggi tutto)

atacScusate se insisto, ma la faccenda della vendita a pezzi di Atac, il trasporto pubblico romano, alla società privata RATP, quella del metrò di Parigi, ha almeno due aspetti inquietanti. La notizia, inizialmente smentita dall’assessore alla Regione Lazio (di centrosinistra), è comparsa su un solo quotidiano, Il Tempo (di destra). La Repubblica, guarda caso, ha taciuto per due giorni di seguito. Il Tempo ha perfino intervistato il capo di RATP Italia, che ha confermato di voler comprare la Roma-Ostia e di avere appetiti anche sulle linee dei bus.
Quel che facilmente se ne ricava, è che le giunte romana e laziale (di centrosinistra) hanno avviato la trattativa senza informarne i cittadini. Meglio evitare critiche e problemi, meglio fare tutto di nascosto. Ma a non essere stati informati, ed è la seconda circostanza inquietante, sono anche i consiglieri comunali (e si presume regionali) di Sel, alleati con il Pd in ambedue le amministrazioni. O almeno così sembrerebbe, leggendo (sempre su Il Tempo) delle proteste di vari consiglieri comunali. Ma Sel ha suoi rappresentanti nelle giunte (il vicepresidente della Regione e il vicesindaco, per esempio): possibile che non sapessero nulla? Il Pd li tiene all’oscuro? E se invece sapevano, sono loro ad aver tenuto all’oscuro i loro consiglieri comunali? E se invece tutti sapevano tutto, le proteste dopo l’uscita del Tempo cosa sono, sceneggiate ad uso dei cittadini ignari? Domanda: quando si discuterà seriamente, e pubblicamente, dei destini della più grande azienda di trasporto pubblico locale d’Italia?

La Campagna di Tsipras

di Roberto Musacchio

tsipras_300_2901Consiglio a tutti di andare sul sito di Alexis Tsipras, per seguire la campagna elettorale che Alexis sta facendo. Senza risparmio, in giro per l’Europa e affrontando tutti i temi che vengono proposti da questa Europa in crisi. E’ stato in Spagna dove scendeva in piazza un milione di persone contro il governo conservatore che inasprisce l’austerità e attacca il diritto delle donne all’autodetermiunazione della maternità. A Parigi ha manifestato con le decine di migliaia di persone che hanno raccolto l’appello del Front de Gauche contro il nuovo governo di Manuel Valls, della destra del Partito socialista francese, chiamato in carica da Hollande dopo la sconfitta alle municipali e subito sintonizzato su provvedimenti antipopolari. A Praga Tsipras si è misurato sulla questione ucraina puntando il dito contro le gravissime responsabilità delle politiche UE in quell’area e i cedimenti alle forze fasciste. (leggi tutto)


Diritti in Europa

Agenda_diritti_umani_in_Europa_cover-212x300Le associazioni Antigone, 21 Luglio, ASGI e Lunaria si sono “alleate” per far pesare con maggiore forza le loro richieste nei confronti di coloro che aspirano a diventare eurodeputati. Si tratta di una interessante agenda in più punti che in estrema sintesi prevede: il diritto di arrivare e chiedere asilo; il diritto di voto; la cittadinanza europea di residenza; la chiusura dei centri di detenzione ed espulsione; la lotta alle discriminazioni. Da una semplice ricognizione, emerge quanto a lungo tali diritti siano stati ignorati e non solo dai governi italiani. (leggi tutto)

 


Chi paga l’acqua?

10253744_781897795162103_1663370083321299448_nLa manifestazione nazionale per i beni comuni: 17 maggio, Roma. Difficile immaginare una vigilia migliore per le elezioni europee del 25 maggio. Perché, per la verità, quel che stiamo cercando di fare, con la lista l’Altra Europa per Tsipras, non è tanto, o solo, mandare al parlamento europeo persone la cui testa sia libera dalla teologia economico-liberista che ha prodotto i mostri dell’”austerità”, ma per l’appunto segnalare anche là, nelle istituzioni dell’Unione europea, che una grande parte dei cittadini è stanca dei furti chiamati “privatizzazioni”, dei disastri territoriali e sociali chiamati “grandi opere”, dei piani per rendere definitivamente precario il lavoro chiamati “jobs act”. (leggi tutto)